IL SEGRETO DEL COUNSELING

IL SEGRETO DEL COUNSELING

La fiducia è la stella polare di ogni counselor, e avere fiducia significa riconoscere la capacità delle persone, di tutte le persone, di esplorare e capire se stesse in profondità.

Grazie alla fiducia potremo trovare sia l’umiltà indispensabile per vedere le nostre difficoltà, sia il potere necessario per risolvere o accettare i problemi che affliggono l’esistenza.

La fiducia è molto più di una tecnica, è una filosofia della vita e delle relazioni umane che il counselor, incarnandola, cercherà di trasmetterci quando ci rivolgiamo a lui per un aiuto di natura esistenziale, per superare una crisi o per imparare a meglio comprenderci.

La fiducia è la stella polare di ogni counselor, e avere fiducia significa riconoscere la capacità delle persone, di tutte le persone, di esplorare e capire se stesse in profondità.

Grazie alla fiducia potremo trovare sia l’umiltà indispensabile per vedere le nostre difficoltà, sia il potere necessario per risolvere o accettare i problemi che affliggono l’esistenza.

La fiducia è molto più di una tecnica, è una filosofia della vita e delle relazioni umane che il counselor, incarnandola, cercherà di trasmetterci quando ci rivolgiamo a lui per un aiuto di natura esistenziale, per superare una crisi o per imparare a meglio comprenderci.

Il Counselor eviterà di rinchiuderci nelle sue proprie categorie mentali, eviterà ogni forma di diagnosi, giudizio o etichetta, lasciandoci liberi di mostrargli il mondo e la vita secondo il nostro unico punto di vista. Finalmente accolti in questo spazio di ascolto e riflessione potremo iniziare a superare i nostri conflitti interiori, recuperando le energie che perdiamo per lottare contro noi stessi e la vita.

Ci focalizzeremo sul QUI E ORA, pur potendo parlare del nostro passato e su come ci condiziona nel quotidiano.

Nessuno cercherà di cambiarci, e questo, paradossalmente, ci aiuterà a crescere.

Il Counselor eviterà di rinchiuderci nelle sue proprie categorie mentali, eviterà ogni forma di diagnosi, giudizio o etichetta, lasciandoci liberi di mostrargli il mondo e la vita secondo il nostro unico punto di vista. Finalmente accolti in questo spazio di ascolto e riflessione potremo iniziare a superare i nostri conflitti interiori, recuperando le energie che perdiamo per lottare contro noi stessi e la vita.

Ci focalizzeremo sul QUI E ORA, pur potendo parlare del nostro passato e su come ci condiziona nel quotidiano.

Nessuno cercherà di cambiarci, e questo, paradossalmente, ci aiuterà a crescere.

Grazie alla fiducia e alla pratica del non giudizio potremo vivere una nuova esperienza esistenziale, quella dell’accettazione incondizionata. Impareremo ad accogliere e onorare ogni parte di noi, anche quelle più difficili e problematiche, educandole e guidandole. Riusciremo ad aprirci a una visione di noi stessi e dell’altro via via più ampia, includendo nel nostro orizzonte esistenziale un mondo sempre più ricco e aperto.

Tutto ciò produrrà il miracolo della trasformazione, che altro non è che il riconoscimento e la libera espressione di ciò che sentiamo di essere, in armonica e dinamica relazione col mondo di fuori.

STORIA DEL COUNSELING

Carl Rogers è considerato il padre del counseling.

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Psicoterapeuta di formazione clinica e scientifica si rende conto, grazie agli anni di esperienza diretta, che l’elemento che permetteva il miglioramento delle condizioni psicofisiche dei suoi pazienti non fosse la conoscenza tecnica-intelletuale dell’operatore, ma la capacità di questi di instaurare un rapporto autentico, umano, di calore e rispetto con le persone bisognose di aiuto. E’ del 1942 l’opera di Rogers (Counseling and Psychotherapy) che getta le basi della sua client-centered therapy e del movimento di psicologia umanistica. Il counseling NON è terapia, ma un percorso di crescita personale.

La qualità della relazione è il segreto di un percorso ben riuscito di counseling, una relazione per crescere, basata su un ascolto profondo, empatico, non giudicante, grazie alla quale la persona può finalmente sentirsi vista, riconosciuta e valorizzata per quello che sente di essere; ora libera di focalizzarsi sul proprio progetto esistenziale e sullo sviluppo delle risorse interne necessarie per realizzarlo.

Nel 1947 C.Rogers viene eletto presidente dell’American Psychological Association (APA) e nel 1956 presidente di The American Academy of Psychotherapists (AAP). Nel 1957 ottiene la cattedra di Psicologia e Psichiatria all’Università del Wisconsin.

All’interno del dipartimento di psichiatria Rogers sperimenta la sua “terapia centrata sul cliente” a pazienti psicotici ottenendo ottimi risultati. Risultati che pubblica nel 1967 nel libro The Therapeutic Relationship and its Impact: A Study of Schizophrenia. Nel suo team di professionisti selezionava solo persone dotate di spiccate qualità umane, privilegiando questo aspetto alla fredda conoscenza accademica.

Nel 1969 fonda, insieme ad altri colleghi, il Center for the Study of the Person e, successivamente, l’Institute of Peace per lo studio e la risoluzione dei conflitti. Il 28 gennaio 1987, poco prima di morire, viene candidato per il Premio Nobel per la pace. Muore nel 1987 per un attacco cardiaco, a 85 anni, dopo aver speso gli ultimi anni della sua vita a girare il mondo per spiegare le sue teorie. Marshall Rosenberg, fondatore della Comunicazione Non Violenta, fu suo allievo .

Rogers era un vero rivoluzionario, ebbe il coraggio di affermare le sue idee e il suo metodo in un tempo in cui la psicanalisi freudiana era ancora considerata un dogma indiscutibile. Come altri innovatori subì la derisione della comunità clinica e scientifica. Il tempo e o risultati ottenuti hanno però dato ragione al nostro, considerato oggi uno degli psicologi più influenti del xx secolo.

Nel 1947 C.Rogers viene eletto presidente dell’American Psychological Association (APA) e nel 1956 presidente di The American Academy of Psychotherapists (AAP). Nel 1957 ottiene la cattedra di Psicologia e Psichiatria all’Università del Wisconsin.

All’interno del dipartimento di psichiatria Rogers sperimenta la sua “terapia centrata sul cliente” a pazienti psicotici ottenendo ottimi risultati. Risultati che pubblica nel 1967 nel libro The Therapeutic Relationship and its Impact: A Study of Schizophrenia

Nel 1969 fonda, insieme ad altri colleghi, il Center for the Study of the Person e, successivamente, l’Institute of Peace per lo studio e la risoluzione dei conflitti. Il 28 gennaio 1987, poco prima di morire, viene candidato per il Premio Nobel per la pace.

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La professione di Counselor subisce ancora in parte in Italia l’ostilità di chi pretende non solo di portare la verità in tasca, ma anche di imporla a tutti. Se sul campo è normale trovare grande intesa e collaborazione tra psichiatri, psicologi, psicoterapeuti e counselor, a livello di albi e associazioni di categoria sono talvolta ancora forti i conflitti per definire i confini di professioni che, inevitabilmente, manifestano alcune aree di intervento che si sovrappongono e non possono essere considerate esclusive. Negli stati Uniti, dove il counseling è nato negli anni ‘40, il riconoscimento ufficiale risale solo al 2009.

In Italia il counseling è regolamentato dalla legge 4/2013.

Il 22/1/2019 il Consiglio di Stato con la sentenza n.0054672019 sancisce definitivamente il pieno diritto di AssoCounseling e delle altre associazioni di categoria di essere iscritta negli elenchi del MI.S.E. Ministero dello Sviluppo Economico.  Qualcosa si muove.

 

PSICOSINTESI PER IL MANAGMENT – WORKSHOP

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